
La stanza di primo acchito mi ha affascinato per la luce naturale che entra dal lucernario posto tra le travi di legno del tetto; questa luce la illumina, e pur essendo la stanza tra le più piccole di Corte Verzè, risulta avvolta da un’essenzialità pulita e armonica. Per questo, ho cercato di non soffocarla con grandi pitture, ma di cercare una strategica sequenza di piccoli interventi, come fossero ulteriori piccole vetrate che permettono alla luce di filtrare.
Volevo mantenere questa concordanza tra stanza-luce e arte, in tal senso ecco che le ciliegie diventano piccoli oggetti inconsueti, sortilegio di colore e traslazioni della mente, rimandi di colori celesti, color pesca e partecipazioni di rosso, un rosso che spicca e si impone inesorabile.
Il mezzo che ho utilizzato è la fotopittura, che riconvoca la mia ricerca artistica, che negli ultimi anni sto conducendo, un binomio tra fotografia e pittura, dove queste due discipline dialogano tra loro traendone nuova energia.
Il mezzo che ho utilizzato è la fotopittura, che riconvoca la mia ricerca artistica, che negli ultimi anni sto conducendo, un binomio tra fotografia e pittura, dove queste due discipline dialogano tra loro traendone nuova energia.
Greta Bastelli






